Aleph Theatre
TERNITTI
STORIA D’AMORE E DI RISCATTO
dal romanzo di Mario Desiati
drammaturgia G.Frallonardo, N. Robello Bracciforti, P. Russo, M. Desiati
con Giusy Frallonardo Magda Marrone Miriam Lorusso
regia Enrico Romita – scene Francesco Arrivos
costumi Rossella Ramunni – musiche Radicanto, Lorusso
movimenti scenici Roberto Vitelli
consulente per la lingua salentina Paolo Russo
Ternitti, tratto dal romanzo di Mario Desiati, titolo finalista al premio Strega 2011, è uno spettacolo cheporta in scena i sentimenti più intimi mettendo a nudo i rapporti. Uno spettacolo tutto al femminile che vede sul palco tre donne – Mimí, Arianna e Teresa, interpretate da Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso – a rappresentare le battaglie di tutte le donne per il lavoro, per la dignità, per l’emancipazione femminile.
Ternitti racconta due storie in particolare, storie che si ripetono a varie latitudini: quella di una madre e di una figlia che si allontanano, si avvicinano, si scontrano e confrontano partendo da un’assenza importante (quella del padre di Arianna) che si fa presenza ingombrante; e quella che riguarda le persone che sacrificano la propria vita al lavoro (come gli operai dell’eternit) sperando di trovare nuove possibilità nell’emigrazione.
Le tre donne si muovono in uno spazio che si sposta continuamente dall’onirico al tangibile, abitato da una pletora di sedie vuote, accatastate, appese, rivoltate.
Ogni sedia rappresenta una persona della vita di Mimì, figlia di salentini emigrati nella città di Niederurnen, capitale del mesotelioma pleurico.
Ogni sedia è una persona che Mimì ha perso a causa dell’amianto, lo stesso amianto che ha intrecciato il destino di tutti e tutte loro.
All’inizio dello spettacolo troviamo Mimì, una donna disinibita e combattiva, che protesta sul tetto di una fabbrica per rivendicare il suo diritto a mantenere un posto di lavoro. Con lei ci sono Teresa, sua compagna di lotta, e Arianna, la figlia tanto amata, che cerca invece nella professione di medico il riscatto per la sua famiglia costretta a scegliere, da sempre, tra lavoro e salute. Con lei i dialoghi si fanno accesi, talvolta violenti, drammatici, dolcissimi.
Ternitti si configura come una rivisitazione del teatro di narrazione in cui Mimì rivive tutta la sua vita fatta di sacrifici, gioie e profondi dolori.
Centrali nello spettacolo sono la musica e le parole del racconto che, intrecciate, riverberano in brevi canti popolari e in ritmi profondi, restituendo un Sud che fatica a trovare nella modernità la possibilità di affrancarsi dalla miseria e dal dolore, e dal legame con gli antenati che Mimì rivede ogni volta che si accuccia. A loro Mimì sussurra la sua storia, con loro scambia parole che raccontano di intimità e di famiglia.
Il riscatto auspicato da Arianna e da Mimì arriverà con una nuova consapevolezza di sé e della propria capacità di lottare senza accettare fatalisticamente la condizione di ultimi.