COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI – spettacoli in tour 2018-19

COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI – spettacoli in tour 2018-19

La Compagnia Torino Spettacoli affonda le sue radici sessantennali nell’attività del grande pioniere Giuseppe Erba e nella sua straordinaria esperienza produttiva, in Italia e nel mondo. E’ poi con la ristrutturazione e la nuova vita del Teatro Erba di Torino che la Compagnia assume la sua forma attuale, ulteriormente impreziosita dalla confluenza del Teatro Popolare di Roma al suo interno.

Informazioni e contatti: tel.011.6618404 – info@torinospettacoli.it

 

I CAPOLAVORI GOLDONIANI: La Locandiera e Un curioso accidente

Torino Spettacoli porta avanti la ricerca sull’opera di Carlo Goldoni che, partendo dalla Pamela, ha permesso di sviluppare in questi anni il progetto Goldoni a Torino, ideato da Germana Erba, articolato nell’omonimo convegno, incontri e giornate di studio e nella produzione di diversi titoli.

 

La Locandiera

di Carlo Goldoni – regia Enrico Fasella

con Miriam Mesturino, Luciano Caratto, Barbara Cinquatti, Maria Elvira Rao, Stefano Abburà 

La Locandiera ci offre uno dei primi veri ritratti di donna «moderna» che il teatro ci ha offerto.  Il capolavoro goldoniano, scritto interamente in lingua italiana, narra la strana “avventura” di una giovane donna, Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. La storia di Mirandolina -andata in scena al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752- che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine di governare meglio la locanda, è una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, in quel particolare momento storico. Mirandolina è un’ottima locandiera, tesa soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo, e con grande senso pratico, mescolato al sapiente uso dell’ingegno -più che delle armi di seduzione- finisce per chiedere a Fabrizio, onesto innamorato senza illusioni, di sposarla, facendosi beffe degli altri spasimanti. Sono gli altri personaggi invece, a risultare condannabili: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese visionario d’una antica ricchezza e d’una presente, inutile nobiltà e il Cavaliere misogino ma più di ogni altro raggirabile e ingenuo.

 

Un curioso accidente

di Carlo Goldoni – regia Enrico Fasella

con Piero Nuti, Miriam Mesturino, Luciano Caratto, Barbara Cinquatti, Franco Vaccaro

Goldoni presenta in questa commedia il confronto tra i diversi modi di affrontare l’amore (gli uomini vigliaccamente scappano, le donne coraggiosamente restano ed affrontano le difficoltà) e l’eterno conflitto tra genitori e figli. Da una parte un padre che, troppo compiaciuto del suo successo sociale, non sa capire i sentimenti della figlia e dall’altra una figlia che, non osando sfidare direttamente l’autorità paterna, nasconde il suo amore contrastato con un sotterfugio che innesterà tutta una serie di “curiosi” equivoci. Una storia vera che, non per accidente, ribaltata sul palcoscenico, espone, mette alla berlina quei caratteri tanto cari alla prolifica genialità del più famoso commediografo italiano. Un curioso accidente rasenta i ritmi, le dinamiche della a noi più vicina pochade. Una tessitura drammaturgica che porta, sostiene i personaggi in un susseguirsi di impennate d’ambiguità, di situazioni comiche, teatralmente intriganti.

 

COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI

PIERO NUTI MIRIAM MESTURINO

 

Oh dio mio!

 

diANAT GOV

traduzione Enrico Luttmann e Pino Tierno

 regia GIROLAMO ANGIONE

scena Cristina Hong Sang Hee – musiche Gabriele Bolletta

con la partecipazione di un giovanissimo attore nel ruolo di Lior

In questo testo ironico, intelligente e surreale di una delle più importanti drammaturghe israeliane, la psicologa Ella, laica, ma desiderosa di una fede, madre single di un ragazzino autistico, riceve un paziente speciale, che dice di essere Dio. La donna inizialmente è perplessa, ma poi realizza di trovarsi veramente di fronte a Dio, un dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente, che sta meditando di spazzare il mondo con un nuovo diluvio universale.

In un dialogo- terapia scoppiettante, ricco di battute divertenti e acute, Piero Nuti e Miriam Mesturino affrontano problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori, da due punti di vista contrapposti, quello di dio , deluso, e dell’uomo, schiacciato da un dio crudele.

Entrambi i personaggi sono forti ma estremamente fragili e trovano nella comprensione e nell’amore la via per affrontare dolori e delusioni, con un’apertura finale verso l’ottimismo, la fiducia e la speranza di momenti migliori, con il figlio di Ella, Lior, che per la prima volta riesce a dire “mamma”.

Una commedia divertente e profonda di cui noi riteniamo importante con la recitazione e la regia restituire la particolarità e la modernità  dello stile.

 

Un testo originale e profondo, divertente, pervaso nella migliore tradizione yiddish da un umorismo sagace, che diventa, battuta dopo battuta, una vera e propria argomentazione teologica. Dunque, al di là del paradosso da cui muove, qualcosa di molto serio. E di molto divertente. Per il pubblico, certo, ma anche per chi è chiamato a realizzare lo spettacolo. Ecco perché. C’è un attore che è chiamato a interpretare Dio: ma non in una battuta, con un intervento da voce fuori campo: no, proprio Dio, l’Onnipotente, che ti si siede davanti e comincia a dirti tutto il suo disagio, la sua rabbia, la sua paura… Quell’attore è Piero Nuti che rispetto all’età di Dio, plurimillenaria, è poco più di un bambino ma che di esperienza di vita e di arte ne ha così tanta da poter affrontare il personaggio con molta consapevolezza.
E davanti a lui c’è un’attrice chiamata a interpretare la donna, la madre, la psicologa che in poco più di un’ora deve rimettere in sesto il Creatore e convincerlo che la sua creazione è l’opera di un grande artista. Quell’attrice è Miriam Mesturino: lucida, grintosa, penetrante, tenera e appassionata. Chi la conosce, nella vita e nell’arte, sa che quando vuole, non dà scampo a nessuno. Neanche al Padreterno.
Ecco perché anche il regista è già felice e divertito al solo pensiero di lavorare allo spettacolo e fiducioso – anzi sicuro – di riuscire a divertire anche il pubblico.

Girolamo Angione

Informazioni e contatti: Compagnia Torino Spettacoli tel.011.6618404 – info@torinospettacoli.it

 

SHAKESPEARE-MOLIÈRE: Shakespeare per Due – Anfitrione

Il regista stabile della Compagnia Girolamo Angione, impegnato da molti anni nella ricerca sull’opera del Bardo e sul drammaturgo francese che rivoluzionò l’arte della commedia, conferma la proposta di due titoli di grande impatto sul pubblico.

 

Shakespeare per due

di Girolamo Angione da William Shakespeare – regia Girolamo Angione

con Elia Tedesco e Stefano Abburà

Un’epidemia di peste, che ricorda in modo impressionante quella che visse William Shakespeare nel 1592-94, causa la chiusura dei teatri. In un teatro, però, sono rimasti due attori e il pubblico…

Quale giovane attore non sogna di interpretare un giorno in vita sua almeno una delle memorabili scene di qualche celeberrimo capolavoro dell’immortale Shakespeare? Di farne il proprio cavallo di battaglia, d’essere osannato dalla critica, portato in trionfo tra l’entusiasmo dei -o meglio, delle fans, conteso dai Talk show, invitato da Marzullo? Bene. Ora fate conto che gli attori siano due e, presi dal sacro fuoco, comincino a sfogliare dapprima l’elenco delle opere del Bardo e subito, come per gioco o per sfida o per invidia, perfidia, odio, amicizia, follia, disperazione, affetto, perfino per amore, si provino a recitarle: “Io faccio Prospero e tu Ariel, dai proviamo!”… “e Amleto? L’essere o non essere, te le vuoi perdere?” “Allora Enrico III: L’inverno del nostro scontento…”; “Se è per questo, preferisco Otello: Hai detto le tue preghierequesta sera, Desdemona?”. “Bravo! E cosa dovrei fare io, Desdemona?”; “E perché no?” “Perché sono un maschio!” “E allora? Al tempo di Shakespeare recitavano solo gli uomini. Avanti, fa’ Desdemona se no ti strozzo!” “Sì, ma dopo tu fai Giulietta!” “No, Caterina tutt’al più, così ti meno”. E così via, da Giulio Cesare al Mercante di Venezia, da Macbeth a Re Lear, dalla Dodicesima notte al Sogno, alle Allegre comari, a Molto rumore per nulla.

 

 Anfitrione

di Molière – regia Girolamo Angione

con Elia Tedesco, Mirjam Schiavello , Alberto Greco, Andrea Di Lernia

Allestimento Torino Spettacoli dal successo pluriennale. Thomas Mann ha definito Anfitrione la commedia più bella del mondo.

Nel 1668 Molière riprende la situazione plautina della beffa ordita dagli Dei ai danni dei mortali e l’esilarante gioco degli scambi di identità e degli incidenti che ne conseguono, per farne una commedia perfetta in cui, pur divertendosi ad ammiccare in modo neppure troppo velato agli amori in corso alla corte di Luigi XIV, declina virtù artistiche e valenze universali, capaci di risultare contemporanee in ogni tempo. Il mondo antico, barocco e contemporaneo si mescolano nel gioco dei costumi, delle musiche, dei canti e delle danze, per rendere grazia e leggerezza di una commedia in cui convivono, concertati con assoluto virtuosismo, gli elementi più diversi: il basso e l’alto, l’umano e il divino, l’eroismo ed il cinismo.

  

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I CAPOLAVORI PLAUTINI: Rudens e La commedia delle 3 dracme

Sul piano della commedia antica, continua l’attento lavoro di restituzione delle opere di Plauto, a cura di Gian Mesturino e Girolamo Angione, agli spettatori di oggi, per affrontare un pezzo di storia del teatro romano che ha lasciato una traccia indelebile, diventando modello insuperato di teatro.

In circuitazione 2018, le divertentissime La commedia delle 3 dracme e Rudens, tutto in una tempesta.

 

Rudens, tutto in una tempesta

di Gian Mesturino e Girolamo Angione dal Rudens Plauto – regia Girolamo Angione

con Simone Moretto, Elia Tedesco, Stefano Abburà, Valentina Massafra, Francesco D’Alessandro, Greta Malengo, Alberto Casalegno

Una vera “chicca”, ricca di spunti e tutta da scoprire. Rudens è ambientata nella suggestione d’un paesaggio marino, scenario del tutto inusuale nel teatro antico… sì, siamo sulla spiaggia di Cirene, poco lontano dal tempio di Venere. La commedia tratta del rapimento della figlia di un tale di nome Daimone per mano del lenone Labrace. Tuttavia, un giovane di nome Plesidippo, essendo innamorato della fanciulla rapita, di nome Palaistra, decide di pagare il riscatto per la sua liberazione. Labrace gli dà appuntamento al tempio di Venere per la consegna della fanciulla ma si dirige da tutt’altra parte, in Sicilia, portando con sé Palaistra e una schiava di nome Ampelisca. La sorte però vuole che la nave naufraghi nei pressi del tempio di Venere dove Daimone e Plesidippo li aspettavano…

Nel Rudens c’è veramente tutto ciò che lo spettatore plautino può desiderare! Ci sono infatti il tema dell’avventuroso, il colore del paesaggio, una continua ricerca di effetti e di trovate e una ricca gamma di motivi suscitatori di riso e di pianto, di sdegno, sollievo e sbigottimento. Guidati dalla stella Arturo, cui è affidato il bellissimo prologo, viviamo l’avventura appassionante che ci porta al ritrovamento, grazie a una fune (rudens), dello scrigno che contiene gli averi di Palaistra e che ci prova che la ragazza è figlia di Daimone. Lo sviluppo-scorribanda della vicenda, dalle spiagge di Cirene a Siracusa, si snoda in un fantastico percorso mediterraneo. Niente di più facile quindi che assumere ad emblema la mediterraneità napoletana e, di Napoli, la grande espressione universale delle scanzonate canzoni di Totò, tutte intrise della vena rivistaiola partenopea: da Geppina a  il bel Ciccillo, dalla travolgente Mazurka di Totò alla sfacciata Miss, mia cara Miss a La cammesella, fino alla romantica Luna rossa. A far da sfondo alla romanità della vicenda plautina, due celeberrime canzoni ironicamente  SPQR: Alle terme di Caracalla e la Biga.

La commedia delle 3 dracme

di Gian Mesturino  e Girolamo Angione da Plauto  – regia Girolamo Angione

con gli attori della Compagnia Torino Spettacoli

La Compagnia Torino Spettacoli prosegue nel percorso di riscoperta dei capolavori comici di Plauto con la nuova produzione La commedia delle 3 dracme che fa parte delle commedie romanzesche, che narrano le vicende di personaggi costretti a vivere lontani da casa in condizione di schiavitù.

Il felice scioglimento del dramma generalmente avviene con il riconoscimento dell’origine libera dei protagonisti, che possono così fare ritorno a casa.

Si racconta la storia di un giovane scialacquatore, quasi rovinatosi in assenza del padre, che viene salvato, tramite un benevolo raggiro, da un vecchio amico del padre e dall’immancabile servo parassita che  più volte ammette  di rubare i soldi al padrone, di voler mangiare e sempre divertirsi alle spalle altrui. Venatura ironica e straripante comicità plautina.

 

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Processo a un seduttore e Parlo italiano

Proseguendo nel ventennale percorso di ricerca legato al Teatro Classico, Torino Spettacoli propone l’ultima sfida ciceroniana realizzata da Piero Nuti, impegnato sia come regista che come attore, capace di ottenere il “tutto esaurito” a ogni replica: Processo a un seduttore.

Per il mondo della scuola e non solo, torna il baby best seller Parlo italiano che, dopo le tappe in tutta Italia e all’estero, festeggia 13 anni di repliche!

 

Processo a un seduttore                           

scritto e diretto da Piero Nuti da Pro Caelio di Cicerone

con Piero Nuti, Luciano Caratto, Barbara Cinquatti, Elia Tedesco e Giovanni Gibbin

Amori e intrighi sulle rive del Tevere e la difesa di un seduttore da parte del più geniale avvocato e oratore politico del mondo romano. Proseguendo nella preziosa opera divulgativa del patrimonio antico, l’attore e regista Piero Nuti ci guida alla scoperta di Cicerone e della sua difesa di Marco Celio Rufo, suo allievo ed amico, da una serie di pesanti accuse. Insieme alla trattazione più tecnicamente giuridica del fatto, troviamo lo strumento comico, con larghissimo uso dell’ironia, insieme al ridicolo nei fatti e nei detti (giochi di parole, richiami e allusioni di versi tragici e comici, nomignoli, diminutivi, gaffes, lapsus imbarazzanti). Lo spettacolo della giustizia mantiene inalterato il suo fascino oggi, come allora: Cicerone imprime alla parola un potere capace di vincere la verità. La rappresentazione consente un incontro autentico e consapevole con l’autore e i suoi tempi. Dal testo prescelto, oltre all’approccio cognitivo con una delle più interessanti orazioni giudiziarie e tutte le implicazioni di natura storica, politica, giuridica e retorica che comporta, emerge un quadro attendibile delle relazioni sociali a Roma durante la metà del I sec. a. C.

 

Parlo italiano: 1000 anni di storia letteraria italiana raccontati in 90 minuti

di Germana Erba e Irene Mesturino – regia Guido Ruffa

con Girolamo Angione, Barbara Cinquatti, Stefano Abburà

Il baby best seller di Torino Spettacoli PARLO ITALIANO, è ufficialmente entrato nel 13°ANNO di repliche! Lo spettacolo, dopo le numerosissime repliche in tutto il Piemonte e in tutt’Italia e  dopo aver fatto tappa anche in Germania, Francia e Brasile, continua il suo percorso. Una “lezione di italiano” fuori dagli schemi! Ecco che cos’è “Parlo Italiano”. Se siete ancora studenti, magari scioccati da un recente “4” di interrogazione e avete sviluppato un odio profondo per Foscolo e Alfieri; oppure se i vostri ricordi scolastici sono ormai lontani, ma di tanto in tanto vi torna in mente qualche verso o passo della nostra storia letteraria; qualunque sia la vostra età, la vostra professione e il vostro amore per lo studio, Parlo Italiano  vi riconcilierà coi 1000 anni della nostra storia letteraria…

Dalla recensione in occasione della rappresentazione alla Biblioteca del Senato a Milano: “Nel ricordarci l’importanza che l’italiano ha avuto nella cultura europea e la bellezza che continua a portare con sé, Germana Erba e Irene Mesturino, come in un coloratissimo mosaico, compongono una strada che partendo dalla Vita Nuova e dalla Commedia dantesche attraversa i secoli della storia e del costume. I nomi sono presto riscoperti e proposti con  intelligente leggerezza: dopo le rime del Petrarca ed il boccaccesco Ser Ciappelletto, si srotolano, frase dopo frase, il Boiardo e il Magnifico, i poemi di Ariosto e Tasso, Marino ed il tempo barocco, Metastasio in compagnia di Goldoni, l’Ottocentesco di Foscolo e Monti, il romanzo manzoniano, il grandioso Carducci e il familiare Pascoli, l’erotismo di D’Annunzio e la realtà Pirandelliana, Gadda, Pavese, i nuovi linguaggi giovanili. Un bignami prezioso, ideato al di fuori dei soliti canoni teatrali.”.

  

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