Due dozzine di rose scarlatte

La commedia dei gemelli (Menecmi)
4 luglio 2019

Compagnia Torino Spettacoli
MIRIAM MESTURINO
LUCIANO CARATTO SIMONE MORETTO

Due dozzine di rose scarlatte

di ALDO DE BENEDETTI – regia GIROLAMO ANGIONE
scena Cristina Hong Sang Hee – musiche Gabriele Bolletta

“Le catene del matrimonio sono così pesanti
che bisogna essere in tre per sopportarle” (A.Dumas)

Prendiamo una moglie, un marito e un… “Mistero” ovvero un enigmatico lui che firma il biglietto di accompagnamento di due dozzine di rose rosse! Chi si nasconde dietro a questo nickname? Sogniamo a occhi aperti, insieme alla protagonista Marina, innamorata di uno sconosciuto ammiratore che si esprime solo con omaggi floreali. Per la precisione, con “due dozzine di rose” nella versione italiana e addirittura tre (di garofani) in quella spagnola…
Miriam Mesturino, dopo i recenti successi comici Stasera si cena a letto, Toc Toc, Cosa hai fatto quando eravamo al buio e il “tutto esaurito” dei goldoniani Locandiera e Curioso Accidente, è una Marina in cui ciascuno può, mentre si diverte, trovare qualcosa di sé.

Dicevamo che… alla coppia, talvolta, si aggiunge un terzo elemento… ma che cosa capita se quel terzo, in realtà, non esiste?? Due Dozzine di rose scarlatte è un classico della commedia degli equivoci, un intramontabile successo di raffinato umorismo e galante sensualità. In un matrimonio fin troppo fedele, la moglie – forse trascurata – comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola; il marito – complice l’amico avvocato – ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviandole due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo “mistero”. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare, un delicato sogno di trasgressione che ci fa riflettere sorridendo sulle nostre debolezze. Una storia che parla di uomini e donne con i loro vezzi, le loro smanie. Dal 1936 ad oggi, il fascino di questa commedia, giocata da tre (più uno) personaggi straordinariamente disegnati, risiede nella sua leggerezza, nel linguaggio dinamico ed effervescente, nel gioco degli equivoci, condotto con raffinata abilità. Un testo brillante e divertente, che svela quella vena sottile di insoddisfazione che spesso accompagna l’essere umano, in attesa che arrivi “qualcosa” di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari… due dozzine di rose scarlatte!!

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