Shakespeare per 2 (febbraio)

La Locandiera (Alfieri, aprile)
1 febbraio 2019
MINDSHOCK 2.0
15 febbraio 2019

Teatro Gioiello

A GRANDE RICHIESTA! 9, 11 e 12 febbraio

sabato 9 febbraio, ore 15.30 (per i “Pomeriggi a Teatro”),

lunedì 11 febbraio, ore 21

e  martedì 12 Febbraio, ore 10

 

ELIA TEDESCO    STEFANO ABBURA’

Shakespeare per 2, 2 per Shakespeare

baruffa teatrale all’ombra del Globe in compagnia di Prospero e Puck, Amleto e Schylock, Giulietta e Marcantonio
ideata da
Gian Mesturino e Girolamo Angione

musiche Gabriele Bolletta – coreografie Gianni Mancini – regia Girolamo Angione – produz Compagnia Torino Spettacoli

Elia Tedesco e Stefano Abburà sono nuovamente protagonisti del sorprendente Shakespeare per 2 per il seguitissimo cartellone Per Farvi Ridere. Ecco dunque una simpatica baruffa teatrale all’ombra del Globe, in compagnia di Prospero e Puck, Amleto e Schylock, Giulietta e Marcantonio, ideata da Gian Mesturino e Girolamo Angione, anche regista dello spettacolo. Le musiche sono curate da Gabriele Bolletta e le coreografie da Gianni Mancini. E’ una produzione della Compagnia Torino Spettacoli.

Quale giovane attore non sogna di interpretare un giorno, in vita sua, almeno una delle memorabili scene di qualche celeberrimo capolavoro dell’immortale Shakespeare? Di farne il proprio cavallo di battaglia, d’essere subissato dagli applausi, osannato dalla critica, conteso dai Talk show, invitato da Marzullo? Sicuramente molti, soprattutto tra quelli che si sono forgiati al fervore teatrale del Liceo Germana Erba e dei Corsi Professionali del Teatro Nuovo. Bene. Immaginiamo ora che scoprano in sé una certa qual somiglianza con due giovani attori coevi di Shakespeare, rimasti a spasso perché tutti i teatri sono chiusi a causa di un’epidemia di peste. Al tempo erano piuttosto frequenti e Shakespeare stesso ne visse alcune in prima persona. Facciamo conto che i due attori e il pubblico siano gli unici ‘sopravvissuti teatrali’ e, presi dal sacro fuoco, i nostri due campioni si assumano il compito di ‘resistere’ e tener vivo il patrimonio shakespeariano finché si riaprano le porte dei teatri, quando finalmente l’epidemia sarà passata… passata si fa per dire, perché la peste, si sa, è anche metafora di tempi grami e c’è sempre – anche oggi, a ben guardare – qualche “pestilenza” che ci costringe a tirar la cinghia e a rimboccarci le maniche. Insomma, i nostri attori, si buttano nell’impresa e cominciano a sfogliare dapprima l’elenco delle opere del Bardo (fortuna che sono solo 37) poi l’elenco delle scene più famose dei titoli più famosi, e infine i personaggi più affascinanti e le battute più belle; e subito, come per gioco o per sfida o per invidia, perfidia, odio, amicizia, follia, disperazione, affetto, perfino per amore, si provino a recitarle: “Io faccio Prospero e tu Ariel, dai proviamo!”… “e Amleto? L’essere o non essere, te le vuoi perdere?” “Allora Enrico III: L’inverno del nostro scontento…”; “Se è per questo, preferisco Otello: Hai detto le tue preghiere questa sera, Desdemona?”. “Bravo! E cosa dovrei fare io, Desdemona?”; “E perché no?” “Perché sono un maschio!” “E allora? Al tempo di Shakespeare recitavano solo gli uomini. Avanti, fa’ Desdemona se no ti strozzo!” “Sì, ma dopo tu fai Giulietta!” “No, Caterina tutt’al più, così ti meno”. E così via, da Giulio Cesare al Mercante di Venezia, da Macbeth a Re Lear, dalla Dodicesima notte al Sogno, alle Allegre comari, a Molto rumore per nulla. Gli attori scherzano tra loro, improvvisano, s’inventano gag e si fanno i dispetti; ma quando si tratta di recitare il Bardo diventano serissimi e danno il meglio di sé. Ne va dei loro sogni di gloria. Dunque, non perdete l’occasione di scoprire per piccole dosi le sue opere più belle insieme ai “due”: Stefano ed Elia. Il divertimento è assicurato.

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